
Autore della foto : Luisella Pisottu
Il lago rilucente s'insinua
sul bordo dei miei sogni,
dritto al fondo di colorate strade
ciottoli, sottane.
Riflette frasi di vento
su vele lasciate ad accarezzare
giorni si fa specchio
si dichiara arreso tra montagne
avvolgenti.
Sospeso il silenzio
tra il battere prepotente della pioggia
il lago freme
mi sussurra mancanza.
A Salò il passato si adagia greve,
nell'aria un richiamo
di germani e passeri ignari.
Cercano cibo
io ossigeno.
Perchè scrivere sulla Natura
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Pensare alla natura è pensare alla mia infanzia.
Entrambe mi riportano al significato di integrità. Insieme sono esplosione di colori, profumi, sapori, musiche che solo natura e purezza sanno regalare.
Tuffarsi nella natura è un balzo verso il proprio Paradiso, quello dove ogni scissione razionale riconosce il suo cieco limite.
La Natura è spiritualità, essenza rivelata, vita pulsante e incontenibile, energia divina sui palmi delle mani, davanti agli occhi, in un moto di scambio tra il fuori e il dentro. Natura è essere un tutt'uno con ciò che ci circonda, recuperare l'unione primordiale, essere pace e quiete. Rivelarsi come microcosmo in un mondo naturale che vive di bellezza potente e assoluta, memoria, armonia.
Ma Natura è anche osservare- accettare il ciclo vita/morte, interiorizzare la caducità della vita, il suo rinnovarsi nella morte. Una madre impara che in qualche modo sta iniziando a morire quando incontra per la prima volta il suo piccolo. Il parto, che dà all'Universo una nuova vita, insegna alla donna che la creazione non può prescindere dalla morte. Questa concatenazione diventa certezza viscerale, accettazione.
Natura come rivelazione dunque, come quadro dipinto dal divino e quotidianamente a nostra disposizione per ricordarci chi siamo e quanto Grandi potremmo essere.
La natura è il divino che si esprime.
Luisella Pisottu

Autore della foto : Luisella Pisottu
FUGA
Si guardava intorno furtivo,
Il viso efebico, il corpo snello fuscello di vitalità.
Svoltato l’angolo, salì sul motorino rosso, smarmittato;
la partenza in un lampo, del casco nemmeno l’ombra,
il giubbotto in pelle annodato alla vita.
Alle spalle una nuvola di gas
la stessa in cui era cresciuto in quella terra di fatica,
di lavoro nero ereditato da suo padre, sbarcato a Lampedusa.
Era risalito sputando sangue, ingoiando silenzio
in quell’Italia anestetizzata e sonnambula.
Vite complicate in brande, speranze sospese.
.
La provinciale come unica traccia di fuga.
Dietro il bancone del tabacchino, un uomo grosso in un rivolo di sangue agonizza.
Negli occhi l’ultima immagine: il ragazzo dal volto efebico che gli parla,
gli sorride.
In un attimo i due balordi che entrano, senza uno sguardo lo scavalcano.
Dritti alla cassa, la lama in gola.
La provinciale ora interrotta a moto ferma,
il clandestino seduto sull’asfalto. La testa tra le mani,
un ragazzo di circa vent’anni a vederlo. Ma un clandestino non ha età.
Pur senza colpa fa paura.
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Tratto dalla raccolta "Tra spirito e respiro" - prossima pubblicazione Ed. Il Filo - Roma
Perchè scrivere poesia sociale
Ci si domanda spesso se chi scrive poesia debba scrivere anche poesia sociale. E' una domanda a cui si può rispondere solo in forma soggettiva. La poesia come arte e filosofia è libertà d'espressione, è entrare in risonanza con se stessi e portare all'esterno ciò che da dentro si raccoglie. Non esiste a mio avviso un “dover” parlare, un “dover” scrivere di sociale.
Una notizia che si ripete ogni volta diversa ma sempre uguale nella sostanza, significa che qualcosa sfugge allo sguardo del cuore di molti uomini.
Una notizia tragica, un malessere diffuso, una piaga sociale, un riconoscersi empaticamente nell'altro può creare un dolore, una ferita che non si riesce a lenire, se non soffermandosi a osservarla.
Si prende atto allora, di quanto quella futura cicatrice ci appartenga e si scrive, si porta alla luce un dolore proprio e di tutti.
E' facile abituarsi alla sofferenza altrui, soprattutto quando la si percepisce lontana. E' facile costruire barriere razionali alla coscienza, tentare di difendersi dal dolore.
Ma il dolore è ciò che ci accomuna tutti prima o poi, senza il quale rischieremmo di diventare cinici, indifferenti al mondo e al suo lato più umano, vulnerabile.
Dolore che ci appartiene e che solo la cultura dell'onnipotenza può negare. Siamo tutti profondamente, intimamente collegati.
E' un concetto cristiano quello che chiama in causa la compassione e la solidarietà, ma è anche una necessità imprescindibile per chi vuole vivere questo breve passaggio che è la vita, come testimonianza personale originale e creativa.
Luisella Pisottu

Autore della foto : Luisella Pisottu
Scrivere e leggere versi poetici.
“ Posso ripiegare le mie ali ad una sola condizione: quella di tornare al liquido amniotico della poesia.
Poesia è il mio legame con la terra, è radice, è l'acqua della vita, è fuoco che mi abita e brucia nel dare forma al respiro.
Poesia è il mio rito personale, il mio esserci esattamente così come sono.
Poesia è passaggio, alchimia che si dà forma, attingere al pozzo di colori e cunicoli oscuri.
E' atto di coraggio, è decidere che si vuole, che può esistere un mondo di silenzio dove creare, tessere, capire.”
Afrodite
Non dirò del sentimento
perché prezioso è lo sguardo
che azzurro poso su questo fuoco.
Lascio che libero s'alimenti
come non fossi io l'incendiaria
che soffia sul mistero
apre le braccia alla vita.
E’ la festa del campo che mai
inaridisce se ricordo chi siamo.
Lo rendo immortale.
Il sogno mi appartiene,
come corpo che scrive
tempo e sogno.
.
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Perchè scrivere d'Amore
Amore personale è anche amore universale. Quando ci s'innamora è facile trovare il primigenio senso di collegamento con il tutto. Ci si sente forti e vulnerabili allo stesso tempo.
Si è pronti a rimettere in discussione ogni parte dell'io o di quello che si era creduto fosse il proprio io. Amore è dissolvenza del Sè verso l'altro da sé, è desiderio di compenetrazione. Ma ancora prima eros, presente in ogni forma vitale ha compiuto il suo miracolo.
Ci si innamora quando si è pronti all'amore. Quando si è pronti a perdersi, lasciar cadere barriere, avvertire il mistero che sottende la caduta dei propri limiti verso chi contiene simbolicamente il divino.
Amore è ricerca di verità. E' verità e in quanto Bellezza è anche struggimento, perchè la bellezza nella sua grandiosità, dà nell'osservarla sottile dolore o desolazione, forte appagamento ma anche lacerazione.
L'amore determina quella condizione estatica che si può rivivere nella contemplazione delle opere d'arte e che permette un contatto col cuore aperto del pittore, dello scultore, del poeta.
Ci si rivela attraverso l'Amore che ci rende nudi, condizione che può far paura, ma che attrae fortemente, irresistibilmente, viatico al mistero della vita.
Luisella Pisottu
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Autore della foto: Luisella Pisottu
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Mischiamo solitudini
a parole di sconcerto
meraviglia dell'impossibile
che si materializza
tra piccoli occhi che confondono
salvezza e scalpo.
Scempio dell'intelligenza,
porterebbe Amore per pura sottrazione,
abbondanze altre
restituirebbero umanità
a questo esserci così smorto inappagato.
Schiudessimo le fauci al tempo
sapremmo con certezza quanto manca:
Storia dalle spalle fragili
sotto sguardi di cera.
Si sciolgono sogni ancora
al suono del metallico potere.
Dalla terza raccolta

Autore della foto: Luisella Pisottu
E' buio
crollano mani
nel silenzio
straziate le carni della speranza.
Esploso il sangue
impregna terre ignare
condannate a ferirsi
tra umane passioni
ancora.

Ho deposto le armi - occhi bassi
accorciate le distanze - vi guardo
ho preso commiato da diffidenze
malumori.
Com'è facile ora sentirvi
restare qui immobili
a guardarci
regalarci palmi di emozione.
Sembrava difficile accarezzare il mondo
è di velluto il suo tocco
ed io sono erba inclinata al fruscio
sono ruscello ridente
aria che vibra
al passaggio
che tutto comprende.
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Inedito - Dalla terza raccolta

Autore foto: Luisella Pisottu
Filamenti colorati accarezzano il cielo
applausi dopo gli spari, l’incontro è avvenuto.
Pasqua di purezza a Noto, toglie garze di dolore
al figlio perso e tornato, a sciogliere
interrogativi, lacrime pesanti.
Il miracolo è compiuto, il più grande
necessario a secoli di folle e nuovi nati.
Ma il segreto svelato non basta.
A occhi chiusi si deve procedere.
Vestendo giornate d’intangibile
toccando il mistero
credere.
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Dalla raccolta "Tra spirito e respiro" prossima pubbl.ne Ed. Il Filo - Roma

Piazza Azuni e Largo Cavallotti - Sassari -
foto tratta dal sito web digilander.libero.it/guidoscanu/sassari.htm
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Ombra di febbraio scivola discreta
sui muri di via Luzzati, un passante.
Saracinesche chiuse
vetrine abbacinate da luci sfocate
sotto veli invernali.
La città dai silenzi di bruma
gelo sui nasi
passi sul selciato a scandire
storie di secoli.
Aliti di primo risveglio dai vicoli
fumi d’incenso e caffè.
E’ tutta qui raccolta nel suo
centro di palazzotti ermetici
parla il linguaggio della solitudine
fiera prima che mercatini urlanti
ne svendano i sogni.
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Inedito - dalla Terza Raccolta
“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti.
Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.
Norberto Bobbio
Primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.
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