martedì, 30 giugno 2009

Poesia sociale

Venezia - Campanile Piazza San Marco

                                  Autore della foto : Luisella Pisottu

 

FUGA

Si guardava intorno furtivo,

Il viso efebico, il corpo snello fuscello di vitalità.

Svoltato l’angolo, salì sul motorino rosso, smarmittato;

la partenza in un lampo, del casco nemmeno l’ombra,

il giubbotto in pelle annodato alla vita.

Alle spalle una nuvola di gas

la stessa in cui era cresciuto in quella terra di fatica,

di lavoro nero ereditato da suo padre, sbarcato a Lampedusa.

Era risalito sputando sangue, ingoiando silenzio

in quell’Italia anestetizzata e sonnambula.

Vite complicate in brande, speranze sospese.

.

                                                La provinciale come unica traccia di fuga.

Dietro il bancone del tabacchino, un uomo grosso in un rivolo di sangue agonizza.

Negli occhi l’ultima immagine: il ragazzo dal volto efebico che gli parla,

gli sorride.

In un attimo i due balordi che entrano, senza uno sguardo lo scavalcano.

Dritti alla cassa, la lama in gola.


La provinciale ora interrotta a moto ferma,

il clandestino seduto sull’asfalto. La testa tra le mani,

un ragazzo di circa vent’anni a vederlo. Ma un clandestino non ha età.

Pur senza colpa fa paura.

.

Tratto dalla raccolta "Tra spirito e respiro" - prossima pubblicazione Ed. Il Filo - Roma

 

 Perchè scrivere poesia sociale

Ci si domanda spesso se chi scrive poesia debba scrivere anche poesia sociale. E' una domanda a cui si può rispondere solo in forma soggettiva. La poesia come arte e filosofia è libertà d'espressione, è entrare in risonanza con se stessi e portare all'esterno ciò che da dentro si raccoglie. Non esiste a mio avviso un “dover” parlare, un “dover” scrivere di sociale.

Una notizia che si ripete ogni volta diversa ma sempre uguale nella sostanza, significa che qualcosa sfugge allo sguardo del cuore di molti uomini.

Una notizia tragica, un malessere diffuso, una piaga sociale, un riconoscersi empaticamente nell'altro può creare un dolore, una ferita che non si riesce a lenire, se non soffermandosi a osservarla.

Si prende atto allora, di quanto quella futura cicatrice ci appartenga e si scrive, si porta alla luce un dolore proprio e di tutti.


E' facile abituarsi alla sofferenza altrui, soprattutto quando la si percepisce lontana. E' facile costruire barriere razionali alla coscienza, tentare di difendersi dal dolore.

Ma il dolore è ciò che ci accomuna tutti prima o poi, senza il quale rischieremmo di diventare cinici, indifferenti al mondo e al suo lato più umano, vulnerabile.

Dolore che ci appartiene e che solo la cultura dell'onnipotenza può negare. Siamo tutti profondamente, intimamente collegati.

E' un concetto cristiano quello che chiama in causa la compassione e la solidarietà, ma è anche una necessità imprescindibile per chi vuole vivere questo breve passaggio che è la vita, come testimonianza personale originale e creativa.

Luisella Pisottu

 

sabato, 28 marzo 2009

Pasqua a Noto ( Sicilia)

La Pasqua a Noto (Sicilia)

                                                                 Autore foto: Luisella Pisottu

 


Filamenti colorati accarezzano il cielo

applausi dopo gli spari, l’incontro è avvenuto.

Pasqua di purezza a Noto, toglie garze di dolore

al figlio perso e tornato, a sciogliere

interrogativi, lacrime pesanti.

Il miracolo è compiuto, il più grande

necessario a secoli di folle e nuovi nati.

Ma il segreto svelato non basta.

A occhi chiusi si deve procedere.

Vestendo giornate d’intangibile

toccando il mistero

credere.

.


Dalla raccolta "Tra spirito e respiro" prossima pubbl.ne Ed. Il Filo - Roma

domenica, 01 febbraio 2009

Preghiera

Luisella Pisottu - lettura poesia

             Sassari, Piazza Azuni - "Ottobre in poesia" 2008 - Luisella Pisottu in un momento di lettura

 

Senza rumore, né spargimenti di sangue

solo silenzio il vuoto, quello banale.

So che passa, mi basta scrivere

che già ritrovo il filo della preghiera.

Si esaurirà tardi molto tardi,

la penna sola.

 

 " Tra spirito e respiro" di prossima pubblicazione - Ed. Il Filo - Roma 

domenica, 28 dicembre 2008

Ti onoro

BOSA (Sardegna) 1

             Foto di Luisella Pisottu

 

 

 

 

Ti onoro

delle preghiere più sacre

le mie letture, i miei silenzi,

la fuga dal rumore.

Ti cerco nel sorriso del mio affine.

Ti contemplo nel grande abbraccio

della natura,

piango quando ti perdo o dimentico

il tuo nome.

 

 

 

giovedì, 06 novembre 2008

Amore

Autore della foto Luisella Pisottu

 

Sprechiamo lontani

questo tempo di sogni 

su ruote di fiori 

la strada che ci separa 

                                   distesa su nuvole.

 

Come manca il tuo canto,

il tuo viso al risveglio

 sguardo sui giorni

       corpo e amore, schiavo.

 

Amore di parole

incontri di vento

tempo breve che trasforma.

 

Appoggiate a terra le lance

lungo campi di ginestre

                                   verso torri sul mare,

guardiane del nostro sentire.

 

Abbracciarti stanotte,

stretto al mio mondo

resuscitare il cammino,

riportarlo alla culla

baciata dal tuo dono.

.

 Seconda raccolta " Tra spirito e respiro" di prossima pubblicazione - Editore "Il Filo"  Roma

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